NO alla pena di morte...
per Najmeh Amini
Firma anche tu per salvare Najmeh Amini dalla condanna a morte iraniana
Il problema
L’Unione Donne in Italia (UDI) si rivolge al Governo italiano e alle competenti autorità europee e internazionali affinché intervengano con urgenza per scongiurare l’esecuzione di Najmeh Amini, la giovane iraniana condannata a morte per blasfemia in relazione a presunti contenuti pubblicati sui social network, secondo quanto riportato dalla stampa.
Il rapporto Human Rights in Iran: Review of 2025/26, pubblicato da Amnesty International il 21 aprile 2026, documenta un quadro gravissimo: in Iran è stato registrato il più alto numero di esecuzioni dal 1989, mentre la pena di morte continua a essere utilizzata come strumento di repressione politica e colpisce in modo sproporzionato le minoranze. I processi sono sistematicamente iniqui, con frequente negazione dell’accesso agli avvocati e confessioni ottenute sotto tortura.
Il rapporto denuncia, inoltre, la discriminazione sistemica contro donne e ragazze, l’imposizione del velo obbligatorio e la persecuzione di chi rifiuta di sottostare a queste imposizioni. Nonostante la resistenza diffusa delle donne, le autorità continuano a ricorrere a sorveglianza, intimidazioni, arresti arbitrari e sanzioni per controllarne i corpi e le scelte.
È contro questo sistema di oppressione che si è levato il movimento «Donna, Vita, Libertà», nato dopo la morte di Mahsa Jina Amini durante la detenzione da parte della polizia morale nel 2022. Come ricorda Amnesty International, la repressione di quel movimento è proseguita anche attraverso esecuzioni arbitrarie e processi gravemente iniqui. Le donne iraniane continuano a lottare per la libertà, l’uguaglianza e l’autodeterminazione, pagando un prezzo altissimo.
L’UDI, coerentemente con la propria storia e il proprio impegno per la libertà delle donne, chiede pertanto alle istituzioni italiane ed europee:
• di intervenire diplomaticamente per impedire l’esecuzione di Najmeh Amini e garantire la sua incolumità e il rispetto dei suoi diritti;
• di intensificare l’azione contro la pena di morte in Iran, chiedendo una moratoria immediata delle esecuzioni;
• di promuovere la liberazione delle persone detenute arbitrariamente per le proprie opinioni e per aver esercitato pacificamente la libertà di espressione;
• di sostenere concretamente le donne iraniane che continuano a lottare contro la discriminazione e per i propri diritti fondamentali.
Chiediamo alle istituzioni di agire con tempestività: salvare una vita e contrastare la repressione significa difendere l’universalità dei diritti umani.